Le stelle

Le stelle vivono stanotte,

come fossero appena nate,

come si offrissero alla vita della gente,

come un bambino, una donna e una qualsiasi creatura.

Giacciono in gusci argentei,

si muovono come fiori in un mazzo scintillante,

guardano attraverso spogli cespugli invernali,

come uova d’oro dai nascondigli segreti,

come lucertole con agili code;

intrecciano gli alberi con vitrei diademi;

Simili a cavalieri invisibili

Sprizzano solo per le scintille degli zoccoli dei loro destrieri.

Sono le orme dell’eternità,

i milioni di occhi sulla testa del tempo

Hanno già rischiarato il tuo antenato

E sono cresciute con i tuoi figli.

Dove vogliono fluttuare di notte tutte le stelle

E dov’è il grembo in cui cadono?

Le seguiamo

e da nessuna parte ci sono vie senza stelle.

Sembra che vogliano sfiorarti i capelli,

sembra che l’orlo della tua gonna si trascini attraverso di esse.

Magnetiche pendono sui muri e sul soffitto,

sulle colline e dove la valle si incontra con la loro polvere.

Come gli innamorati esse inseguono

il ventre della terra.

Dappertutto.

Strette si uniscono al nostro passo

e ci fanno compagnia

Da nessuna parte ci lasciano soli.

Sentono, come gli uomini, attraverso le porte.

Vogliono che chiudiamo gli occhi

per farci sentire e non per farci sapere

che lasciando le loro vie crepitanti

le stelle sono,

come noi,

piene di fiamme

 

 

 

 

                                           Max Dauthendey, da I canti della transitorietà

Le stelleultima modifica: 2010-06-10T00:24:00+02:00da eloiserome
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